Questo sito fa uso di cookie tecnici per migliorare l’esperienza di navigazione. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie, in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

C'era un tempo sospeso in cui era concesso portare i capelli scompigliati e argentati alle mamme e calzoni alle caviglie e maniche troppo corte ai bambini;

c'era un tempo in cui il mondo si muoveva a passo d'uomo e le distanze erano quelle percorribili dal fiato e dai muscoli delle gambe;

c'era un tempo in cui fatte le provviste era sufficiente organizzarsi per scoprire che basta poco, purché buono, per nutrirci e che se rallentiamo, scopriamo di avere un tanto che è quasi troppo;

c'era un tempo in cui, per chiudere il circo del mondo fuori dalla testa, bastava, fare un sospiro, spegnere i monitor e spalancare le finestre;

c'era un tempo in cui il vicino era diventato più vicino ed il lontanissimo poteva toccarti le mani con solo un vetro a separarvi, piangendo di commozione per le stesse cose a fusi orari diversi;

c'era un tempo in cui la morte aveva avuto l'opportunità di ricordare la verità alla vita;

c'era un tempo in cui aspettare che il pane lievitasse non era tempo perso;

c'era un tempo in cui era più facile fare un passo a lato dalla fiumana umana per osservarla passare senza vertiginosamente ricaderci dentro;

c'era un tempo in cui i corpi erano traslucidi e si poteva osservare l'animo delle persone e scegliere con chi stare;

c'era un tempo che non era facile ma era vivo, crudele e spietato, come la vita.

 

Era un tempo sospeso,

sospeso sulle incertezze,

sospeso sulle verità,

sospeso sul futuro,

calato nel presente.

Era un tempo umile e consapevole.

Era un tempo dagli occhi grandi.

Scandito dalle piccole cose, a misura d'uomo.

 

Era un tempo in cui era più facile resistere alle seduzioni delle false illusioni;

era un tempo in cui era più facile disidentificarsi con il miope vanto umano;

era un tempo in cui era possibile quietare i desideri imprigionanti;

era un tempo in cui gli specchi per le allodole erano appannati.

 

Era un tempo in cui era facile assecondare il ritmo dell'anima;

era un tempo in cui era facile sintonizzarsi sulle frequenze dei bambini;

era un tempo in cui era possibile contattare la capacità di affidarsi;

era un tempo in cui era possibile illudersi di non tornare più come un tempo.

 

Certo, non era un tempo per tutti.

Certo non era un tempo per tutto.

Di certo era un tempo che per un attimo ha corso il rischio di strappare il velo dietro a cui si cela la levità della vita, battito d'ali di farfalla.

E, mentre tutto torna a scorrere, non so come fare a trattenere tra le dita la sabbia dell'intuizione che ho sentito in quel tempo.

 

(SM)

 

Contatti

Dott.ssa Stefania Macchieraldo

Via G. e D. Volpe 44 | 13881- Dorzano (BI) | info@kimila.it | cell. +39 3407460184